Nel cuore dell’Appennino molisano, a circa 830 m s.l.m., sorge il borgo di Agnone, piccolo, ma ricco di storia e tradizione. Il suo nome evoca immediatamente l’antica arte fonderaria delle campane e un passato artigiano tuttora vivo
Un borgo con radici profonde
Le origini di Agnone affondano nel Sannio: la tradizione vuole che sorse sulle rovine della città sannitica di Aquilonia, distrutta dai Romani nel 239 a.C. Nel Medioevo il centro si affermò come città d’arte, artigianato e spiritualità, grazie a conventi, chiese e botteghe metalmeccaniche.
Uno dei simboli più noti è la Pontificia Fonderia di Campane Marinelli, fondata intorno all’anno Mille e considerata una delle più antiche fonderie al mondo, tuttora in attività in Agnone. Un risultato che riflette la continuità culturale e artigianale di questo borgo.
Tradizione artigiana: tra rame e bronzo
Agnone non è soltanto paese delle campane: sin dal XV secolo l’artigianato del rame e del bronzo vi fiorì, grazie al lavoro dei ramai che forgiavano calderoni e utensili. Questa vocazione ha dato al borgo la definizione di «capitale del rame d’Italia» e di “paese artigiano del Molise”. Il valore di queste tradizioni si respira nei vicoli, nelle botteghe e nella memoria storica della comunità.
Borghi, chiese e paesaggio
Arroccato sopra la valle del fiume Verrino, Agnone domina un paesaggio di boschi e montagne, offrendo scorci che un tempo hanno ispirato le fotografie in bianco e nero oggi così suggestive. Tra le architetture spiccano tredici chiese, porte medievali e l’imponente campanile della Chiesa di San Marco con portale romanico, simbolo della stratificazione storica tra Sanniti, Veneziani e dominazioni varie.
L’eco delle campane
Quando le campane della Fonderia Marinelli risuonano, ad Agnone cade il silenzio delle generazioni: non è solo un suono, ma l’eco di mille anni di storia. Il borgo è conosciuto come «il paese delle campane» perché la fusione del bronzo per campane ha segnato profondamente la sua identità.
Visitarla significa percepire quel rito artigiano e il legame con la fede e la comunità: la richiesta, il progetto, la fusione, il suono.

Un luogo da riscoprire
Oggi Agnone accoglie il visitatore che cerca autenticità: non solo le botteghe storiche, ma anche eventi come la ‘’Ndocciata, spettacolare rito del fuoco con torce artigianali che attraversa il borgo, testimone di una cultura viva. Camminando per le vie acciottolate, tra facciate in pietra e portali medievali, si respira un’atmosfera fuori dal tempo. Il paesaggio circostante, verde e silenzioso, invita alla riflessione e al recupero di ritmi più lenti.
Perché scriverne
Agnone è l’esempio di come un piccolo centro può custodire un patrimonio immenso: dalla fusione del bronzo all’arte del rame, dalla devozione delle campane all’identità montana. Vale la pena raccontarlo, esplorarlo e farlo conoscere. Le fotografie d’epoca in bianco e nero che si trovano nei gruppi di memoria locale raccontano non solo il passato, ma la vita delle generazioni che hanno fatto grande questo borgo

